Monte Prado

Descrizione

A metà strada tra Passo Pradarena e Passo Radici

Mappa

Indirizzo

Villa Minozzo
CAP 42030

Descrizione

Monte Prado, o Prato, (2054m s.l.m.) è sito sullo spartiacque maggiore dell’Appennino tosco emiliano, a metà strada tra Passo Pradarena e Passo Radici. Quest’area è inclusa nel Parco dell’Alto Appennino Reggíano (Parco del Gigante), dal 1988, per il suo alto valore naturalistico.
Il clima locale è scarsamente documentato. La temperatura media annuale è di circa 5’C e le precipitazioni medie sono di circa 200Omrn. Le precipitazioni sono in maggioranza nevose ed avvengono tra Novembre ed Aprile, mentre la neve si scioglie da Maggio fino all’inizio dell’estate, a seconda delle differenze topografiche e di esposizione.
Il substrato geologico è costituito per lo più spesse coltri sedimentarie, con alternanza di strati arenacei e marnosi, dove per spessore i primi (macigno).
Il versante settentrionale del Monte Prado è caratterizzato da tipiche geoforme glaciali, come circhi e depositi moreníci, originatisi durante il periodo warmiano.
La morfologia glaciale è evidente: il circo glaciale ha pareti ripide e rocciose, mentre la base è livellata ed attraversata da almeno tre ordini di depositi morenici, probabilmente corrispondenti ai differenti stadi della ritirata dei ghiacci e che racchiudono piccole aree umide ed il lago della Bargetana. Una piccola nicchia glaciale, dove spesso la neve persiane fino alla fine di luglio, si può notare al lato destro del circo glaciale, ad un’altitudine di 1850-1900n-L Inoltre, essa è ancora attiva, soprattutto in primavera ed autunno.

 

La flora del Monte Prado:

Nell’ambito di questo quadro floristico generale, M. Prado nell’Appennmo reggiano appare come una delle zone in assoluto più ricche dal punto di vista floristico, per questo definito in passato un vero «paradiso botanico». L’esplorazione botanica del M. Prado è tra le più antiche dell’Appennino tosco-emiliano. Risalgono alla metà del secolo scorso le raccolte di Calandrini i cui risultati furono poi pubblicati da Caruel (1860-64). A Calandrini sono dovute le segnalazioni di Senecìo incanus e Lychnis alpìna, due tra le presenze fioristiche più interessanti del M. Prado.
In tempi recenti l’area ha attirato l’attenzione di vari botanici che le hanno dedicato studi specifici di carattere fioristico (Alessandrini e Branchetti 1997, Flora Reggiana) e vegetazionale. A proposito di questo tipo di studi va ricordata la «Carta della vegetazione di Monte Prado» (G. Rossi, 1993), realizzata alla scala 1:2000 ed edita a cura dell’Ente Parco del Gigante e della Regione Emilia-Romagna (Assessorato Ambiente). Essa rappresenta un ulteriore progresso nella conoscenza della vegetazione di quest’area e si pone come una sintesi delle conoscenze fino ad allora acquisite nello studio della vegetazione sopraforestale dell’intero Appennino settentrionale.

 

La vegetazione di Monte Prado:

Dal punto di vista fisionomico sono state distinte sette tipologie di vegetazione: vegetazione forestale con boschi di latifoglie decidue a dominanza di faggio, vegetazione ad arbusti nani con dominanza di mirtilli (vaccinieti), vegetazione delle praterie soprasilvatiche, vegetazione di valletta nivale (ambienti a lungo innevamento), vegetazione litofila (detriti e rupi), vegetazione acquatica e palustre (ruscellamenti, torbiere e pozze a prosciugamento estivo).

 

Testi tratti da Appennino Reggiano

 

Accesso

Monte Prado si trova in provincia di Reggio Emilia, sul confine tra Emilia-Romagna e Toscana. È raggiungibile da Milano e Bologna percorrendo l’autostrada Al fino alle uscite di Reggio Emilia o Modena Nord e successivamente la Strada Statale 63 che conduce a Villa Minozzo. Da questo punto è possibile seguire la strada che porta a Febbio e poi a Civago (in direzione di Passo Radici). Da Civago si prende la strada che scorre sopra al paese, di fronte alla valle, sulla sinistra idrografica e, dopo una strettoia, si gira a destra verso «Case Cattalini». Dopo pochi chilometri la strada cessa di essere asfaltata e conduce ad una faggeta con abeti bianchi chiamata «Abetina Reale». Al ponte sul torrente Dolo è obbligatorio continuare a piedi e, dopo un’ora e trenta/due ore si raggiunge la base di Monte Prado. Il cosiddetto Rifugio Segheria è situato dove si lasciano le automobili (0522/807222) mentre il Rifugio C. Battisti (0522/897497), gestito dal C.A.I. di Reggio Emilia, è sulla sella che congiunge M. Prado a M. Cusna.

Si arriva al monte Prado per le seguenti vie:
– da Pradarena: sentiero CAI 00 (5h ca)
– da Case del Dolo: sentiero CAI 631 (3h)
– da Ligonchio: sentieri CAI 633-631 (4h30′)

Contatti

Ufficio Cultura

T +39 0522 801122

Ultimo aggiornamento: 13/03/2025, 10:01