Accanto a nuclei spontanei di abeti bianchi secolari, coesistono esemplari di impianto antropico derivati da una lunga attività economica di coltivazione legata alla segheria. L’area è contornata da abeti rossi e da altre conifere frutto di rimboschimenti, frassini maggiori e macchie di sambuco rosso, sullo sfondo si scorge lo Sprone del monte Prado.
Il bosco dell’Abetina Reale donato dai gazzesi agli Estensi nel 1451, veniva sfruttata per il legname. La prima segheria fu costruita in occasione dell’inizio dei lavori per la costruzione della fortezza di Castelnuovo Garfagnana (1568), infatti il legname necessario venne in gran parte prelevato dall’Abetina Reale. All’inizio del XIX sec. la segheria fu ricostruita e lo sfruttamento dell’Abetina si intensificò, a spese soprattutto della popolazione di abete bianco; questo fino ad arrivare al 1977 quando fu acquistata dalla Regione Emilia Romagna.
Testi tratti da Appennino Reggiano
