Il Maggio Lirico

Oltre al Maggio drammatico vi è poi anche il Maggio Lirico; qui di sequito alcuni esempi

Maggiolata

Festa nomade del maggio con canti in ottava tra i giovani di sesso opposto (e corteo di carri allegorici).

La notte tra il 30 aprile ed il 1° maggio, un gruppo di cantori girovaghi, accompagnati da un complesso di strumenti a fiato, si sposta dal piccolo borgo medievale di Castiglione d’Orcia (Siena) verso la campagna circostante. Andando in giro i musici entrano nelle case cantando la Maggiolata ed in cambio ricevono vino e cibo. Il loro cammino dura tutta la notte, finché, tornati in paese, concludono il loro canto al sorgere del sole, recitando i versi :”Spunta l’alba e si veste il sole, se le mette le scarpe d’oro, sulla bocca ci ha un bel fiore, spunta l’alba e si veste il sole”. I versi, recitati in quartine di ottonari, hanno un’origine antichissima, e cantano l’arrivo della primavera che porta la sua influenza positiva sulla campagna, augurando prosperità ai contadini, criticando gli ospiti meno generosi e lodando la bellezza delle fanciulle.


Bruscello

Festa nomade del ramo dell’albero; è una tipica rappresentazione del contado toscano che viene eseguita a Carnevale e talora a Quaresima.

In uso specialmente nel Senese, non è ignoto ad altre regioni della Toscana, dove equivale alle farse carnevalesche, e in parte è affine ai “magliazzi” e alle “befanate” profane. Prende il nome da un arbusto fronzuto, adorno di agrumi e fiori, campanelli e nastri, detto “bruscello”, che è il fulcro dello spettacolo. Il Bruscello nella credenza popolare ha valore proteptico (favorisce la fecondazione) e apotropaico (scaccia gli spiriti maligni). Motivo essenziale del Bruscello drammatico è la contesa per la mano di una ragazza, che, complicata da baruffe, lamenti, convegni segreti, ostacoli dei genitori, termina con le nozze. La rappresentazione è agita da uomini che recitano anche le parti femminili (con guanti bianchi di filo per ingentilire le mani). I costumi sono sommari e grossolani, la maschera accentua il carattere carnevalesco. In una radura o in una piazza, di rado in sala privata, gli attori fanno azioni processuali con merce e canti, disponendosi attorno al bruscello su un palco apposito. Poi il bruscellante canta il prologo e di volta in volta l’attore che recita viene al proscenio. Il testo, di regola, è in ottave incatenate ed è cantato su un motivo ripetuto, monotono, che tuttavia lascia che l’attenzione si concentri sulle parole. Fra i canti dei personaggi, intorno al bruscello vi sono danze al suono di un ritornello strumentale (un canto popolare o una canzonetta in voga). L’orchestra è di pochi strumenti a fiato o a percussione. Il poeta autore o suggeritore sta dietro ai bruscellanti, dà il tono, segue il tempo.


Maggio di questua

Il maggio di Questua, il carlin di maggio o calendimaggio, si presenta in questa zona (area Tosco-Emiliana) con caratteri testuali assai differenti dalle consimili manifestazioni di altre regioni.

Ecco un esempio che viene dalla provincia di Pistoia:

1

Tutti noi ben preparati

con i canti e con i suoni,

con i canti e con i suoni.

Gentilissimi padroni

anche st’an siamo tornati,

tutti noi ben preparati.

 

2

Se ci date permissione

noi vogliamo maggio cantare,

noi vogliamo maggio cantare.                                  

E vogliamo salutare

tutte quante le persone,

se ci date permissione.

 

Il carattere quasi di serenata, pur nella sua forma di questua, del maggio toscano si ricollega direttamente al maggio della contigua area appenninica emiliana dove pure questa pratica in parte ancora sopravvive”. R. Leydi – S. Mantovani ” Dizionario della musica popolare europea”, Milano, Bompiani – 1970 – pagg. 181/182


Maggio delle ragazze e Maggio delle anime purganti

30 Aprile e 23 Maggio

Riolunato (MO): “Maggio delle Ragazze e Maggio delle Anime Purganti”

Maggio delle ragazze: antica e spontanea tradizione culturale popolare, diffusa in gran parte dell’Europa e dell’Asia. Nella notte fra il 30 aprile e 1° maggio, i giovani maschi cantano ad ogni famiglia “il rispetto”, omaggio poetico in forma di sonetto augurale, accompagnati da strumenti a corda, lampade per illuminare la notte e da abbondanti libagioni. Fino al mattino il paese risuona dei canti; anche quello dei maggiolanti per “l’ambasciata”. Nella seconda domenica di maggio, la raccolta dei doni offerti dalle famiglie e sfilata con costumi tradizionali e banchetto.

Maggio delle Anime Purganti: pur avendo la medesima genesi dei maggi lirici ed epico-cavallereschi, si riconduce alla religione e alla sorte delle anime purganti. “Interessante è anche il «Maggio delle Ragazze» di Costabona (RE) che, a parte l’ambasciata, utilizza un testo pressochè identico a un componimento pubblicato nella raccolta «I Fraschi della Villa» di Giulio Cesare Croci (1612):

1

Ecco il ridente maggio,

ecco quel nobil mese

che sveglia ad alte imprese

i nostri cuori.

Eccol carco di fiori,

di rose e di viole

dipinger come suole

ogni riviera.

Ambasciata

Io sono venuto per ambasciatore

davanti a voi, magnifica donzella,

e mi ha mandato il vostro caro amore,

per lui vi parlo e per lui ho una favella.

E m’ha mandato il vostro caro aiuto,

per lui vi parlo e per lui vi saluto.

E vi saluto tante volte tante

Quante ne può pensare la vostra mente,

vi ama tanto che struggere si sente,

or tocca a voi essere costante.

 

2

Ecco la primavera

Ecco il tempo novello

Tornar mai più mai bello

E più giocondo,

tornar mai più mai bello

e più giocondo.

Ivi, pag. 183 sgg.

Ulteriori informazioni Riolunato

 

Pagina aggiornata il 04/03/2025

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